Stamani la sveglia è prestissimo, sono le 5:30. Alle 6:30 abbiamo un taxi che i porterà in un piazza di Cracovia, dove ci aspetta un pulmino. Ci accompagnerà con una guida, a visitare i Campi di Concentramento di AuschwitzBirkenau. 

Per informazione generale, spendo due parole su come ci siamo organizzai. Prima di partire ho contattato uno dei molti tour organizzati che si trovano facilmente digitando su internet  “visita Auschwitz-Birkenau”, se non ricordo male abbiamo pagato circa € 35,00 a persona. Volevo la guida per riuscire a meglio comprendere diverse cose fra quelle che ancora non sapevo e quelle che sapevo, quindi ho deciso di prenotare. Dal pulmino, all’accompagnatore che durante il tragitto ci h dato diverse informazioni relative ai campi, tutto per adesso e molto gradito. Quando arriviamo nel posteggio del Campo di Auschwitz, e vedo la fila all’ingresso onestamente mi spazientisco immediatamente, una coda immensa……Non passa più di un minuto, e l’accompagnatore ci informa che noi, NON FAREMO LA CODA………dicendoci che come gruppo organizzato pensano a tutto loro e che noi possiamo andare a fare colazione, quindi vado a prendere uno schifosissimo caffè expresso Polacco e dopo pochi minuti ci troviamo all’ingresso per entrare. Praticamente 35€ li avrei pagati solo per non fare la coda.

Come ho già detto in qualche articolo precedente, la storia e una passione da sempre, e in particolare il periodo della seconda guerra Mondiale, quindi posso dire che Auschwitz-Birkenau, sono sempre stati posti da vedere. Oggi realizzo di esserci, e quando arrivo al Cancello principale l’emozione è davvero tanta.

Nel frattempo siamo stati forniti tutti di dispositivo audio, e la guida, una ragazza che parla benissimo l’italiano ci accompagna in questo storico viaggio all’interno del campo. La guida è molto preparata, e le spiegazioni sono davvero ben spiegate. Camminare qui non è come immaginavo, mentre cammino involontariamente è come se le immagini dell’epoca viste e riviste più volte, si sovrapponessero a quello che sto vedendo, una sensazione, direi incredibile. Solo le molte persone che mi circondando riescono a tenermi attaccato alla realtà. Camminando lungo questi viali ogni cosa sembra raccontare qualcosa, e quando entriamo nenel primo blocco ne ho la certezza.

Il campo di Birkenau, nella sua crudezza, è terrificante. Ma Auschwitz, nella sua falsa atmosfera di normalità, appare forse ancor più sconvolgente.

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Usciamo dal Blocco, dal lato opposto del vialetto interno vedo una forca dove furono impiccati, per rappresaglia, dodici prigionieri polacchi. Passo da un edificio all’altro esternamente identici a come erano settanta anni fa, all’interno adattati per ospitare la mostra  e trovo la storica urna di ceneri umane raccolte a Birkenau e che i tedeschi usavano per concimare i campi o, d’inverno, per cospargere le strade ghiacciate del campo. Vedi i fusti di gas, il famigerato Ciclone B, che proprio ad Auschwitz fu per la prima volta sperimentato nel 1941 su 650 prigionieri russi e 250 infermi polacchi. Bastavano tre o quattro scatole, dai 5 ai 7 chili, per uccidere 1500 persone. Le truppe dell’Armata Rossa che il 27 gennaio 1945 entrarono in un campo già pressoché deserto e ne trovarono 20 tonnellate.

Nei ‘Blocchi’,  vedi anche i capelli tagliati ai deportati e ai morti delle camera a gas. I tedeschi li raccoglievano per venderli. Li spedivano periodicamente  in Germania e diventavano materassi e tessuti oppure venivano utilizzati per costruire bombe a scoppio ritardato. Quando il campo fu liberato di capelli ce n’erano, ammassati e già raccolti nei sacchi, ancora 7 tonnellate. E i capelli di una persona  non pesano più di 40-50 grammi, vedi bambole, vestiti e i giocattoli di tanti bambini che non erano una vera minaccia per il Terzo reich ma che non diventarono mai grandi. Ci sono le scarpe: 80 mila paie ne sono state trovate. Ci sono gli oggetti di tutti i giorni – pentole, spazzolini da denti, pennelli da barba, pettini – perché gli ebrei e gli altri prigionieri del campo pensavano di essere deportati ma non di andare alla morte. Poi ti imbatti nel muro nero della fucilazione, negli ambulatori dove il dottor Mengele ed altri medici conducevano delittuosi esperimenti o nelle celle dove si veniva chiusi anche per punizione, in piedi e in quattro, per notti e notti, in una stanza di novanta per  novanta centimetri, con l’impossibilità di dormire.

Realizzo quanto qui tutto sia terrificante.

Prima di spostarsi a Birkenau, visitiamo anche il Forno Crematorio di Auschwitz, tutto e incredibile.

In 15 minuti circa Arriviamo al campo di Birkenau

 

Ci hanno spiegato che tecnicamente, Auschwitz era il campo di detenzione, mentre Birkenau era il campo di sterminio vero.

Proseguiamo lungo la ferrovia, e sulla nostra destra troviamo la parte di campo con le baracche riservate agli uomini. Non esistono praticamente più baracche, ci sono solo gli scheletri di tali, un camino in cima e uno infondo, permettono di ricostruire un’immagine di come erano prima di essere state smantellate. Ci spiegano che essendo tutte in legno, furono smantellate per la ricostruzione subito dopo la fine della guerra.

Proseguiamo, siamo in uno dei punti forse più incredibili del campo, lo spiazzo sulla ferrovia, dove avvenivano le selezioni da parte dei Tedeschi degli  Prigionieri.

Qui è forse avvenuto il primo Terribile abuso da parte dei tedeschi ai prigionieri arrivati, molti convinti di andare in campi di detenzione, e non di stermino.

Uomini da una parte, donne dall’altra, vecchi in un gruppo, e ragazzi in altri.

Arriviamo fino in fondo al campo, dove troviamo il monumento di commemorazione, e poco più avanti una delle 4 postazioni con 5 forni all’interno, purtroppo tutti i Forni di Birkenau sono stati distrutti, e quindi ci rimane che immaginarci da foto e rovine come fossero all’epoca.

Per ultimo visitiamo le baracche in mattoncini ancora intatte nella parte del campo destinato alle donne..

Finisce qui la visita, e in un certo senso, mi sento sollevato. Rientriamo verso Cracovia, ci fermiamo a mangiare con la comitiva, che ovviamente sono tutti italiani e dopo pranzo rientriamo nel centro. Decidiamo di fare una girata in questa fantastica città’, siamo proprio nel cuore, e ci sono un sacco di feste bancarelle ecc ecc. visitiamo il castello Fortezza, grandissimo.

Ovviamente come nel resto delle tappe e “obbligatorio” mangiare piatti tipici.

Facciamo ancora due foto perché la città è diventata una favola, e poi ci dirigiamo in Hotel. E l’ora di andare a letto, domani vogliamo avvicinarci il più possibile alla Romania, ovviamente passando prima da Budapest.

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