Vuoi un pò di stanchezza, vuoi la sorte, insomma, vuoi quello che ti pare, quando viaggi una giornata meno buona delle altre deve pur arrivare, per me orami e cosi, in tutti i viaggi, una giornata diciamolo, di merda c’è sempre, alle volte anche due….

Dopo un giro veloce di Sarajevo nelle zone che non avevo ancora visto, comincio immediatamente a mangiare km, oggi il traffico è più consistente, ma le strade che mi accompagnano al confine con il Montenegro sono davvero spettacolari, purtroppo oggi ho scattato poche foto, ma ho compensato con i video, e appena rientro inserirò in ogni articolo il video della giornata.

Prima di entrare in Montenegro faccio un passo di montagna davvero strepitoso, gasandomi ai massimi livelli, sulla vetta però, trovo nebbia fitta, manon è certo quella a fermarmi, ma la sorpresa più bella arriva durante la discesa, arrivo preciso e a mia insaputa, dove ci sono ancora oggi a museo aperto tutte le line di difesa della citta di Goražde

Il territorio di Goražde è quello più orientale della Federazione Croato-Musulmana, confina a nord, a est e a sud con la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. 

Da wikipedia:

La città di Goražde è divenuta famosa per l’assedio durante la guerra in Bosnia e il massacro della primavera 1994.

Nel maggio 1993 gli Stati Uniti d’America dichiararono Goražde zona protetta. Nel marzo dell’anno successivo vi fu un’offensiva di fanteria (7000/14000 unità) da parte dei musulmani bosniaci a Ustiprača, importante nodo stradale nei pressi di Goražde. Nell’offensiva vennero incendiati sei villaggi serbi.

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile partì la controffensiva serba. I serbi di Bosnia, in possesso di postazioni di artiglieria sulle colline, bombardarono incessantemente la città per diversi giorni; testimonianze di radioamatori indicano un ritmo di tre granate al minuto. Le case vennero colpite direttamente da due carri armati posizionati sulla riva destra della Drina. Le vittime furono 300 morti e 1100 feriti.

Il 10 aprile 1994 la NATO bombardò le postazioni serbe. Al riguardo il comandante belgadelle truppe ONU ivi dislocate, Francis Briquemont, scrisse nella sua relazione finale prima del richiamo dalla Bosnia:

« L’esercito bosniaco attacca i serbi da una zona protetta,i serbi rispondono al fuoco lungo il fronte, di conseguenza il governo bosniaco rinfaccia all’UNPROFOR di non proteggerlo dagli attacchi serbi e pretende attacchi aerei contro le postazioni di artiglieria serbe. »

(Francis Briquemont)

Nell’assedio di Goražde, come a Srebrenica, l’ONU non è stata in grado né di proteggere la popolazione locale dagli attacchi serbi né di impedire operazioni militari bosniache provenienti dalla zona protetta. In quel periodo vi furono diverse manifestazioni anti-ONU e lo stesso sindaco di Goražde disse: Tanto valeva che la città l’aveste bombardata voi.

ecco alcune foto delle postazioni di difesa:

Le foto di questi reperti di artiglieria pesante sono stati scattati proprio sopra la moto, da qui si capisce che da questa postazione si poteva sparare direttamente sulla città.

Proseguendo salgo ancora un pò e trovo la prima dogana, dalla Bosnia entro in Montenegro, e al di la di mostrare i documenti, non devo fare nulla, sono un pò ansioso però per la prossima dogana da varcare, quella che mi porterà dal Montenegro in Kosovo, perche alcuni amici viaggiatori, mi hanno informato che è meglio non farsi timbrare il passaporto, questo per evitare spiacevoli inconvenienti per un futuro rientro in Serbia, lo so sembra una cazzata, ma non lo è.

Ieri sono entrato a Sarajevo ascoltando la musica degli U2, oggi entrerò in Kosovo con i Litfiba e la canzone che dice no Frontiere… anche la musica e piuttosto a tema direi…..

Proseguo e sia la strada che il panorama mozzano davvero il fiato,

 per diverse decine di km, sceso a valle c’è molta spazzatura, in e in alcuni punti l’odore e davvero insopportabile, su questo fronte siamo molto indietro, ai bordi delle strade c’è il pattume alto. Proseguendo si alternano posti favolosi come laghi dentro il parco, e una cava immensa, sono poco fuori Pljevlja,

anche qui come si vede in foto, il pattume è alto.

Che posti ragazzi, non vedo l’ora di lavorare un pò ai video, ci sono degli sfondi da cartolina, fiumi e laghi con acque stupende.

Continuo a mangiare km su km, mi arrampico sul National Park “Bjeshkët e Nemuna”, dove sulla cima, trovo la dogana per l’accesso al Kosovo. Dopo mille paranoie, come al solito, alla dogana do il passaporto al poliziotto, e chiedo cortesemente di non timbrarlo, non vorrei essere offenisvo, anche perchè a me non frega assolutamente nulla se se le danno con i Serbi, ma non vorrei dover spendere di nuovo soldi magari per rifarlo in caso volessi ripassare dalla Serbia, tutto qua, tutto molto semplice. Da come reagisce, ha bene chiaro il fatto, mi dice che non lo timbra e me lo rende, devo però fare l’assicurazione, perche anche il Kosovo, come l’Albania, non sono coperti dalla mia carta verde, ma questo non è un problema, a pochi metri c’è una baracchina, dove con 10 € e 5 minuti di attesa mi fanno subito tutto.

Sono in Kosovo, il tanto atteso Kosovo, dove mi sono stressato convinto ci fosse da tribolare, in circa 10 minuti sono entrato…..la discesa del National Park “Bjeshkët e Nemuna” da questo lato e favolosa, dopo una giornata di montagne e passi si vede la distesa di questo paese, è bellissimo

Dopo alcuni km mi fermo per riaccendere il cell, nemmeno 2 minuti, si ferma uno e in italiano mi chiede se ho bisogno, e una ragazzo di Peje, che vive In Italia, lo ringrazio e lo saluto, si comincia davvero bene, proseguo e decido di arrivare a Pristina, e qui la giornata prende un brutta piega, trovo un hotel a 19€ su booking, ma google maps mi porta ovunque tranne che all’hotel, sono le 20:00, e oggi e stata davvero una delle giornate più dure da quando faccio viaggi in moto, oltre 450 km di montagne e passi, sono sfatto e mi fermo piu volte offendendo telefono, google, il proprietario di google, ecc ecc, insulto tutto cio che ho a tiro, insomma, ho perso le staffe, sono stanco e non ho voglia di girare. Dopo un’ora di tentativi, riesco a trovare l’hotel, scarico tutto, e il tipo alla reception mi dice che il ristorante e chiuso, qui proseguo con le madonne, i santi e tutte quelle parole in Francese che conosco. Salgo esaurito, mi doccio, mi cambio e riesco per andare a cenare, trovo una pizzeria paninoteca ecc ecc, e mi abbuffo di tutto alette di pollo, pizza insalata di pollo, patatine coca cola e un buon dolce che non so cosa fosse ma era bono…adesso finisco di scrivere, mi sparo due litri d’acqua e mi metto a letto, domani voglio assolutamente entrare in Grecia.

Da Pristina è tutto, a voi la linea……Buonanotte…..

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