Matteo Nanni ( Matthew on the road )

Sarà per i post che condivide sulle sue pagine social, sarà per le magnifiche foto che pubblica da luoghi davvero incredibili, Matteo Nanni che in molti conosceranno come ” Matthew on the road ” e uno dei miei motoviaggiatori preferiti.

Nei giorni scorsi ci siamo sentiti e in vista del grande viaggio che sto programmando per il prossimo anno, ” Mongolia in solitaria ” attraversando L’Asia centrale, oltre alle solite domande che riempiono i commenti nei sui post come, quanto hai speso?, ma che lavoro fai che sei sempre a giro?, con i soldi è facile fare questi viaggi? ecc ecc, ho deciso di fargli 3 domande per le quali ho un certo interesse.


Matteo, raccontami un pò del viaggio, obbiettivo iniziale e motivazione del percorso anche perché come dici nell’ultimo video stai andando molto a braccio, quindi non sei partito con giorni e fondocassa contati ?


Sono sempre stato affascinato dal continente Asiatico, fin dal viaggio in India e Nepal che feci nel 2004. L’Est, parola che a volte evidenzio nei post sui social, ha sempre creato in me una forte attrazione. Inoltre il continente Europeo è collegato via terra a quello Asiatico e poter viaggiare overland uscendo dal proprio garage fino alla penisola Malesiana è un vero sogno. Purtroppo, a causa del visto Pakistano in scadenza, ho dovuto “spingere” un po’ nella prima parte del viaggio prendendo un traghetto dall’Italia alla Grecia e saltando quindi i Balcani, paesi che ho comunque avuto il piacere di viaggiare in passato e sempre in moto. L’itinerario segue due logiche: la prima è obbligata in quanto partendo ad autunno inoltrato ho praticamente seguito l’estate spingendomi sempre verso Sud-Est usufruendo di un clima sempre più caldo con l’avanzare del percorso, la seconda per motivi personali che mi hanno spinto a visitare quei paesi dell’Asia come ad esempio Iran, Thailandia e Indonesia (quest’ultimo ancora da raggiungere) che ho sempre sognato di vedere con i miei occhi. Come cercavo di spiegare sui social il viaggio lo sto creando di giorno in giorno, a braccio come si usa dire. La direzione e l’itinerario di massima rimangono sempre quelli ma i luoghi, gli incontri, le problematiche e la burocrazia ridisegnano ogni volta il percorso. Tempo e soldi non sono illimitati e a volte è necessario salutare i luoghi e le persone con una certa malinconia. Dovrei rientrare in Italia per giugno ma la data è ancora da definire a causa di impegni lavorativi e per quanto riguarda le spese non posso essere preciso ora ma cerco di mantenere i costi di viaggio i più bassi possibile cercando di non limitare troppo il piacere in luoghi in cui probabilmente non tornerò a stretto giro.


Sono molto interessato a capire come hai programmato gli incontri on the road, hai contattato persone che conoscevi nei paesi che avresti dovuto attraversare prima di partire o sono tutte persone che hai conosciuto lungo la strada?


Sugli incontri “on the road” devo dire che i social sono stati fondamentali. Prima di partire ho contattato diverse persone (principalmente tramite Facebook), la maggior parte delle quali mi ha dispensato utili consigli e informazioni. Ho avuto il piacere di incontrare alcuni di questi amici nei loro paesi dii residenza, ad esempio in Turchia, Iran e Pakistan. Inoltre lungo la strada grazie al diario social su Facebook e Instagram sono stato contattato da diverse comunità di bikers locali con cui ho trascorso del piacevole tempo visitando luoghi di interesse ed entrando a contatto con la cultura locale. Molte altre interessanti persone le ho incontrate tramite Couchsurfing come ad esempio in Iran, nei vari ostelli utilizzati soprattutto nelle grandi città, e semplicemente lungo la strada in modo estremamente casuale. 



Anche se ancora non hai concluso il viaggio cosa senti ti abbia lasciato più di tutto scendere l’Asia?


Penso che l’Asia sia il continente dell’accoglienza, non che mi sia mai trovato male in altre parte del mondo ma posso con certezza dire che dalla Turchia all’attuale Malesia non ho fatto altro che trovare persone estremamente gentili e ospitali. Mai e sottolineo mai un problema con le persone in ormai oltre 5 mesi di viaggio e circa 29.000 chilometri. Ci sono certo state delle incomprensioni dovute alle differenze culturali a volte decisamente marcate ma nessun ha mai mostrato ostilità nei miei confronti. Paesi come Iran, Pakistan, Bangladesh e Thailandia rimarranno sempre con me nella mente e nel cuore.


Ringrazio davvero Matteo, sperando in Estate di trovarlo ovviamente on the road per sentire ancora alcune delle sue storie e magari alcuni dei sui consigli.

Eccovi i link dell’amico Matteo, seguitelo datemi retta…..

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Ci vediamo in strada ragazzi, alla prossima 🤟.

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